Iscriviti a FIDA LIVE

... e ricevi i nostri aggiornamenti

ISCRIVITI

Riceverai via e-mail le analisi del nostro Ufficio Studi e sarai aggiornato sulle novità del mercato.

Informativa sulla PRIVACY e GDPR

FIDA LIVE

  • LIVE Home
    • Privacy PolicyGDPR
    • Cookie PolicyGDPR
    • Sito Web FIDA
  • UFFICIO STUDI
    • Report
    • EDU
      • FIDA educational
      • Enciclopedia della finanza
  • SOLUTIONS
  • Guida al processo di investimento
Ufficio Studi
7 Agosto 2020 / Pubblicato il Educational

La misurazione del rischio di un investimento

Nel processo di selezione degli investimenti più adatti alle esigenze di un individuo, assume un ruolo fondamentale comprendere quali sono le attese riguardanti l’andamento futuro di tale impiego. Nel valutare questi aspetti, due fattori fondamentali sono generalmente considerati: il rendimento atteso, cioè la resa che l’investitore crede di poter ottenere dall’investimento in esame, e il rischio, cioè la misurazione dell’entità e della probabilità che i rendimenti effettivi si discostino da quelli desiderati.

Quest’ultimo aspetto è però spesso di difficile valutazione, e sono diverse le misure che è possibile adottare per verificare e quantificare il grado di rischio di un investimento. La più diffusa ed intuitiva è sicuramente la standard deviation.

Questa misura di rischio valuta la dispersione dei rendimenti rispetto alla loro media, dando una misura del possibile scostamento, positivo o negativo, dal rendimento atteso dell’investimento. La deviazione standard è una misura statistica che si basa sui dati storici dello strumento: misura quindi la volatilità dei rendimenti realizzata nel passato, nell’ipotesi che essa sia costante nel tempo.

La volatilità calcolata in questo modo ha però un importante difetto che è necessario mettere in luce: gli scostamenti dalla media sono considerati a prescindere dal fatto che essi siano positivi o negativi. Questo porta a valutare come ugualmente rischiosi asset con ampie variazioni negative e asset invece che presentano estesi scostamenti positivi.

Per risolvere questo problema, si sono nel tempo diffuse diverse misure di downside risk, o del rischio che i rendimenti siano inferiori al rendimento minimo accettabile dall’investitore. La più importante di esse è sicuramente una variante della deviazione standard, detta semi-deviazione standard, che calcola la volatilità dei rendimenti considerando esclusivamente quelli inferiori a zero.

Un’altra misura che considera esclusivamente il rischio di perdita è il Value at Risk (VaR). Il VaR, nato inizialmente in ambito bancario, rappresenta la perdita potenziale che il titolo/portafoglio verosimilmente non supererà considerato un determinato livello di confidenza. Il livello di confidenza indica la probabilità con cui i rendimenti rimarranno al di sotto del Value at Risk nell’orizzonte temporale considerato. Questo indicatore è tra i più diffusi per la misurazione del rischio degli investimenti: permette di concentrarsi sulle perdite mettendo in luce il comportamento degli asset considerati nelle situazioni di stress.

Anch’esso però non è privo di difetti. Il Value at Risk infatti considera soltanto il livello di perdita potenziale coincidente con il livello di confidenza scelto, ignorando il comportamento dei rendimenti nelle situazioni in cui la perdita eccede il VaR (e di conseguenza le perdite peggiori in assoluto). Una misura di rischio che concettualmente è l’evoluzione del VaR e che tenta di risolvere questo problema è l’Expected Shortfall, o Conditional VaR (CVaR). Questo indicatore misura la perdita che l’investitore può attendersi nel caso i rendimenti scendano al di sotto del Value at Risk.

Ci sono ovviamente molte altre misure di rischio, come ad esempio il draw down massimo, il Beta e altre, tutte aventi differenti caratteristiche e ambiti di applicazione. Rimane compito dell’analista selezionare la più adatta alle diverse esigenze e situazioni, sulla base sia della tipologia di strumento o strumenti analizzati, sia sugli obbiettivi dell’analisi e le tipologie di rischio che tramite questi indicatori si vuole misurare.

Ulteriori approfondimenti su Enciclopedia della Finanza.

La misurazione del rischio di un investimento ultima modifica: 2020-08-07T15:41:22+02:00 da Ufficio Studi
Tweet
Share
Share

Che altro puoi leggere

Parola d’ordine pianificazione
Il TWRR
Information Ratio e volatilità, relazione solo apparente

I PIÚ RECENTI

  • FIDA et SIX lancent une nouvelle plateforme pour les conseillers financiers français

    L’industrie française de la gestion d’actifs se...
  • FIDA and SIX launch a new platform for French financial advisors

    The French asset management industry gains a ne...
  • Le schede di Analisi di Fondi quotati su borsaitaliana.it si arricchiscono di una nuova sezione a cura di FIDA

    Torino, 1 ottobre 2019 FIDA, Gruppo italiano co...
  • PARTNERSHIP TRA FABRICK E FIDA: L’OPEN BANKING ENTRA NEL MONDO DEL RISPARMIO GESTITO

    Milano, 15 gennaio 2020 Tramite la piattaforma ...
  • FIDA4Insurance: la prima soluzione Robo4Advisor dedicata ai prodotti assicurativo-finanziari

    L’innovativa piattaforma F4I sviluppata da FIDA...

LIVE VIA E-MAIL

Iscriviti a FIDA LIVE via E-MAIL per essere aggiornato in tempo reale!

ISCRIZIONE  Non facciamo spam!

Potrai selezionare quali contenuti ricevere e potrai cancellarti dalla lista in qualsiasi momento.

Privacy Policy
Cookies Policy

TAGS

analisi tecnica Comunicati stampa ESG FIDA FEI FIDA FFI Fida Fund Focus FIDArating Analysis FIDA Stock Opps FPN Insurance Luca Lodi Mercati MIFID2 Outliers Overview Quant Ranking Statistic Top Ten Trimestrali

CONTATTI

T (+39) 011 5813 777
Email: sales@fidaonline.com

FIDA - Finanza Dati Analisi
Via Cernaia, 31 - IT10121 - Torino - ITA

Apri in Google Maps

  • SOCIAL
FIDA LIVE

Headquarter: Via Cernaia 31 - 10121 Torino
Cap. Soc. €100.000 i.v. - R.E.A. TO-1104529 - Torino: Reg. Imprese, Cod.Fisc. e P.Iva 06512970960
© 2018 All rights reserved FIDA S.r.L.

TORNA SU